VOICE: partecipazione democratica, diritti e inclusione.

Un progetto europeo che vede Cadiai tra i partner per rafforzare la cittadinanza attiva delle persone con disabilità cognitive, con attenzione alle giovani e ai giovani adulti. Dalla ricerca alle azioni formative, l’obiettivo è ridurre barriere e promuovere strumenti accessibili per una democrazia più inclusiva.

Persone con disabilità che condividono esperienze

La partecipazione alla vita democratica è uno dei pilastri di una società inclusiva. Votare, informarsi, esprimere la propria opinione e contribuire al dibattito pubblico non sono privilegi: sono diritti. Eppure, per molte persone con disabilità cognitive, l’esercizio concreto di questi diritti resta complesso.
In Europa permangono ostacoli legali, culturali e pratici: procedure elettorali poco accessibili, linguaggi burocratici difficili, materiali complessi da interpretare e una generale carenza di supporti adeguati. Sono barriere spesso invisibili, ma con conseguenze molto reali. A ricordarlo è anche il lavoro delle istituzioni europee, che negli ultimi anni hanno rafforzato l’attenzione su accessibilità e partecipazione come elementi essenziali dell’inclusione.

Perché nasce VOICE

È in questo contesto che nasce VOICE, un progetto europeo che mette al centro voce, autodeterminazione e cittadinanza attiva delle persone con disabilità cognitive, con un’attenzione particolare alle giovani e ai giovani adulti. Il progetto è finanziato dal programma Erasmus+ e si sviluppa come percorso di ricerca, formazione e produzione di strumenti concreti, pensati per essere davvero utilizzabili nei contesti educativi e territoriali.

La rete: lavorare insieme, in quattro Paesi

Cadiai partecipa a VOICE come partner, insieme a In-red, Asociacion San Xerome Emiliani, Arfie, Societeq, Pasform, Open Group. Una rete che unisce competenze diverse e che punta a trasformare un principio semplice in pratica quotidiana: nessuna persona deve essere esclusa dai processi democratici per mancanza di accessibilità o di strumenti.

Riconoscere la competenza civica

Tra i nodi che VOICE intende affrontare c’è anche un pregiudizio duro a morire: l’idea che le persone con disabilità cognitive non siano interessate alla politica o non abbiano le competenze per partecipare in modo consapevole. Questo porta a una scarsa offerta di educazione civica inclusiva, a un coinvolgimento marginale nei processi decisionali e, in alcuni casi, a pratiche di esclusione.
Quando la partecipazione avviene, può accadere che le scelte risultino fortemente influenzate dal contesto familiare o da chi presta cura, non necessariamente in modo intenzionale. Le famiglie e le persone caregiver sono una risorsa fondamentale, ma l’autonomia cresce davvero quando esistono consapevolezza, strumenti e supporti adeguati.

Dalla ricerca agli strumenti: accessibilità che si può usare

VOICE lavora su più livelli, con un obiettivo chiaro: rendere la partecipazione possibile, comprensibile, praticabile. Il progetto prevede una ricerca qualitativa e comparativa sulle barriere nei diversi contesti nazionali e una fase di co-progettazione di materiali educativi insieme alle persone con disabilità cognitive, valorizzandone esperienza e competenze.
Da qui si passa allo sviluppo di strumenti: linguaggio facile da leggere, supporti visivi, soluzioni digitali, guide e materiali che aiutino a orientarsi, capire, scegliere. In parallelo, VOICE investe in formazione e sperimentazione con educatrici ed educatori, operatrici e operatori sociali, professioniste e professionisti, stakeholder, familiari e persone caregiver, perché l’accessibilità non resti un concetto astratto ma diventi metodo di lavoro.

Un cambiamento che parla anche alle istituzioni

Il percorso include anche momenti di confronto e dialogo con chi decide le politiche, per promuovere processi elettorali più accessibili e inclusivi. L’ambizione non è solo produrre materiali, ma contribuire a un cambiamento culturale e sistemico, in linea con le priorità europee su diritti, accessibilità e partecipazione.

Perché riguarda tutte e tutti

Promuovere la partecipazione politica delle persone con disabilità cognitive significa rafforzare la democrazia nel suo insieme. VOICE sostiene una visione in cui le persone non sono destinatarie passive di politiche e servizi, ma cittadine e cittadini attivi, portatrici e portatori di diritti, opinioni e contributi fondamentali.


In questa cornice, il ruolo di una cooperativa come Cadiai, dentro una rete europea, è anche questo: fare spazio, costruire strumenti, generare alleanze perché la cittadinanza non resti un principio, ma diventi esperienza concreta.

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