Un cane per sorridere ancora al Parco del Navile
Tra settembre e dicembre 2025 alla Casa residenza per persone anziane Parco del Navile, un percorso di Attività assistita con animali ha affiancato le attività educative e sociosanitarie. Un intervento co-progettato con il personale e l’équipe ChiaraMilla, per sostenere umore, motivazione e socialità delle persone anziane residenti.

Il progetto di Attività assistita con animali (“Un cane per sorridere ancora”), un intervento di cura integrativa reso possibile dalla collaborazione tra il Consorzio Kedos e l’Associazione Sportiva Dilettantistica ChiaraMilla, da anni impegnata nel benessere attraverso gli Interventi assistiti con animali.
Il percorso ha previsto 12 incontri settimanali, ogni martedì mattina, della durata di due ore. Le attività si sono svolte in piccoli gruppi.
Una formazione che crea alleanza
Prima dell’avvio del progetto si è svolto un incontro di formazione rivolto al personale della struttura, condotto dalla dott.ssa Marina Casciani, responsabile di progetto. Un passaggio importante per condividere obiettivi, modalità e attenzioni, costruendo un intervento coerente con i bisogni delle persone residenti e con l’organizzazione dei servizi.
Il partner: ChiaraMilla
L’Associazione Sportiva Dilettantistica ChiaraMilla progetta e realizza Interventi assistiti con animali rivolti a persone in condizioni di fragilità, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita sul piano emotivo, relazionale e psicofisico.
Accanto alle esperienze in strutture residenziali e servizi sociosanitari, ChiaraMilla opera anche in ambito ospedaliero, collaborando con reparti ad alta complessità: un contesto che richiede competenze specifiche, ascolto e cura della relazione.
Co-progettazione: la cura come lavoro di rete
La realizzazione del progetto è stata possibile grazie a una forte integrazione tra l’équipe ChiaraMilla e il personale della Casa residenza per persone anziane Parco del Navile. Coordinamento e psicologia della struttura hanno contribuito alla selezione delle persone partecipanti; figure educative e personale sociosanitario hanno accompagnato le attività osservandone effetti e ricadute anche nella quotidianità.
Questo lavoro di rete ha permesso di costruire interventi personalizzati, rispettosi dei tempi, delle capacità e delle fragilità di ciascuna persona.
Cosa succede durante gli incontri
Gli incontri hanno seguito due momenti principali: una fase di avvicinamento e conoscenza, per costruire fiducia nella relazione con i cani e con chi li conduce, e una fase più attiva e ludica, con giochi ed esercizi pensati per stimolare movimento, attenzione, memoria e coordinazione.
Tra le attività: grooming e cura dell’animale, giochi di attivazione mentale preparati dalle persone anziane partecipanti, lanci e riporti, esercizi di mira e coordinazione parola-movimento, sempre adattati alle possibilità di ciascun gruppo.
I cambiamenti osservati
Nel corso del progetto sono emersi segnali significativi, anche in persone inizialmente chiuse, agitate o diffidenti: maggiore serenità, apertura al contatto, sorrisi, desiderio di partecipare.
Animatrice ed educatore raccontano, ad esempio, di una signora allettata e poco propensa alle attività sociali: ogni martedì mattina aspettava l’arrivo della cagnolina. All’inizio non voleva tenerla in braccio; settimana dopo settimana ha iniziato a farlo, cercandone la vicinanza e accogliendola sul letto. In altri casi, l’interazione con i cani ha attivato un senso di responsabilità: alcune persone si sono sentite utili e riconosciute nel gruppo.
Anche chi convive con importanti compromissioni cognitive o comunicative ha mostrato attenzione e coinvolgimento. Un signore, ad esempio, ricordava con precisione che il martedì era il giorno dedicato all’attività e aveva costruito un legame speciale con Gin, che abbracciava dicendogli “ti voglio bene”. Un’altra persona viveva gli incontri con entusiasmo: era felice già all’idea di “stare con i cagnolini”, e durante l’attività cercava relazione e scambio.
L’esperienza ha spesso favorito il racconto di sé, il richiamo di ricordi e una relazione più spontanea con operatrici, operatori, persone residenti e familiari. In un caso, una persona con elevati livelli di ansia ha mostrato benefici evidenti: riduzione degli stati d’ansia e aumento delle capacità relazionali, tanto da raccontare più volte alla figlia l’attività svolta.
Perché continuare
I risultati osservati confermano che gli Interventi assistiti con animali possono essere un’integrazione importante nella programmazione delle attività: incidono su umore, motivazione, socializzazione e qualità della vita in struttura.
Per questo, anche grazie al valore riconosciuto dal personale e dalle persone residenti, si è deciso di proseguire il progetto con la stessa metodologia, estendendo l’esperienza a un nuovo gruppo della Casa residenza per persone anziane Parco del Navile.
“Un cane per sorridere ancora” continua così il suo percorso come spazio di relazione e incontro: una cura fatta anche di piccoli gesti, quando competenze diverse lavorano insieme attorno alla persona.