Non si ferma la nostra fame di verità e giustizia

Il 21 marzo si celebra la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera. Un appuntamento che ogni anno richiama associazioni, scuole, istituzioni e cittadinanza per ricordare le vittime delle mafie e rinnovare un impegno collettivo per la giustizia e la legalità. Come sempre Cadiai è al fianco di Libera, anche per sostenere nuove battaglie.

L’edizione 2026 si è svolta a Torino portando al centro lo slogan “Fame di verità e giustizia”: un invito a trasformare la memoria in responsabilità condivisa e in azioni concrete per costruire comunità più giuste e inclusive.

La legge sul riuso sociale dei beni confiscati alle mafie.

Per Cadiai questa giornata ha un significato particolare. La cooperativa è infatti socia sovventrice di Cooperare con Libera Terra, la rete che sostiene la nascita e lo sviluppo di cooperative sociali sui beni confiscati alle mafie.
Uno dei risultati più importanti dell’impegno civile contro le mafie è il riuso sociale dei beni confiscati.
Dal 1996, grazie alla mobilitazione promossa da Libera – e alla legge che ne ha reso possibile l’utilizzo pubblico – case, terreni e aziende sottratti alla criminalità organizzata possono essere restituiti alla collettività. Oggi oltre 1.300 realtà della società civile gestiscono beni confiscati in tutta Italia, trasformandoli in cooperative agricole, progetti sociali, comunità educative e opportunità di lavoro. Luoghi che un tempo rappresentavano il potere delle mafie diventano così spazi di inclusione, lavoro e cittadinanza attiva.

Sostenere i percorsi imprenditoriali cooperativi

È proprio in questo percorso che si inserisce il lavoro di Cooperare con Libera Terra, che accompagna la nascita di imprese cooperative sui beni confiscati, promuovendo sviluppo locale e legalità. Cadiai sostiene Cooperare con Libera Terra, ne condivide valori e strategie e li promuove con incontri, sinergie e la presenza di Cadiai nel CdA di Terre Joniche – Libera Terra. Un legame quindi di valori ma anche imprenditoriale e cooperativo.

Diamo linfa al bene. La campagna per rilanciare la legge

Nel 2026 ricorre anche il trentennale della legge sul riuso sociale dei beni confiscati. Un traguardo importante che ricorda però quanto lavoro resti ancora da fare: molti beni confiscati non sono ancora utilizzati e rischiano di rimanere inutilizzati.
Per questo è nata la campagna “Diamo linfa al bene”, sostenuta da Cooperare con Libera Terra e da Legacoop. La proposta è destinare il 2% del Fondo Unico di Giustizia, alimentato dal denaro sequestrato e confiscato alle mafie, alla ristrutturazione e alla restituzione alla comunità di questi beni.
Una piccola parte di risorse sottratte alla criminalità potrebbe così tornare a generare lavoro, servizi e opportunità per i territori.

Perché questi temi riguardano anche la cooperazione

Per Cadiai ricordare il 21 marzo a partecipare alla manifestazione significa ribadire che la cooperazione è uno strumento di giustizia sociale e di costruzione del bene comune.
Le mafie prosperano dove crescono disuguaglianze, sfruttamento del lavoro e fragilità sociali. Il lavoro quotidiano delle cooperative sociali va nella direzione opposta: rafforzare i diritti, sostenere le persone più vulnerabili e costruire comunità più inclusive.
Il riuso sociale dei beni confiscati rappresenta in questo senso un esempio concreto di cambiamento possibile: trasformare luoghi di potere criminale in spazi di lavoro, solidarietà e partecipazione.