Libri

Giancarlo Rigon, Lucia Zucchi e Emanuela Cocever (a cura di)
Sofferenza psichica e cambiamento in adolescenza
Intervento integrato: approccio clinico e educativo

Erickson, Trento, 2011


CADIAI ha promosso la pubblicazione di questo libro curato da Emanuela Cocever, ricercatrice presso la facoltà di Psicologia dell’Università di Bologna, Giancarlo Rigon, psichiatra, e Lucia Zucchi, pedagogista di Cadiai.

È dedicato a un aspetto particolare della cura di adolescenti con gravi disturbi psicopatologici: l’incontro e la collaborazione tra medici, servizi e educatori.

Nato sulla base dell’esperienza decennale del «Centro semiresidenziale per adolescenti con gravi disturbi psicopatologici» di via degli Orti a Bologna, il testo si rivolge a chi accompagna professionalmente, nella vita quotidiana, gli adolescenti in situazione di sofferenza psichica (educatori, infermieri, medici, psicologi, assistenti sociali).

Il filo rosso che percorre tutti i contributi raccolti nel libro è la necessità di integrare l’approccio clinico e l’approccio educativo, nella convinzione che l’intervento in una situazione di sofferenza psichica è assolutamente diverso dall’intervento su una malattia o una difficoltà di altro tipo.
 

Santisaia96
Una casa per uscire

Clueb, Bologna, 2009

Le foto raccolte in questo volume realizzato da CADIAI raccontano la storia, lunga più di venti anni, di un servizio sociale.
Si tratta di un gruppo appartamento, ovvero una casa in cui vengono accolte, perché vi trascorrano la loro esistenza, persone che non possono vivere nelle loro famiglie di origine e non sono in grado di crearsene una da sé.

In questo caso particolare, il Gruppo Appartamento situato in via Sant'Isaia n.96 , aperto nel giugno del 1986, accoglieva cinque persone disabili provenienti dall'ex Ospedale Psichiatrico "Francesco Roncati", dove avevano trascorso dai venti ai trenta anni della loro vita.

Nel 1990 CADIAI, in collaborazione con l'Unità Sanitaria Locale n.27, organizzò una mostra fotografica dal titolo "S.Isaia oltre il '90 - Presentazione di una esperienza di de-istituzionalizzazione" che documentava, grazie al sapiente lavoro del fotografo Orlando Strati, la nascita di questo servizio e "l'uscita dal manicomio".

Nel 2008, trascorsi ventitre anni dall'apertura, il Gruppo Appartamento di via Sant'Isaia n.96, pur avendo mantenuto lo stesso nome, si è trasferito presso il Centro Sperimentale Polifunzionale "Alessandro Ancona", in via Portazza n.5, ed accoglie persone molto diverse da quelle originarie: si tratta di sei giovani con lievi disabilità, che hanno l'opportunità di uscire dalle loro famiglie di origine, così come fanno tutte le persone loro coetanee, e di vivere un vita autonoma, seppur con qualche aiuto e sostegno da parte degli operatori.

Diversi utenti, diverso luogo, stesso obiettivo.
È stata questa semplice constatazione a spingere CADIAI a rispolverare la mostra organizzata nel 1990 ed a completarla con brevi inserti fotografici che documentano la nuova situazione, per dare l’idea del modo in cui il servizio “Gruppo Appartamento di Via Sant’Isaia n. 96” si è evoluto ed ha saputo corrispondere alle esigenze in divenire della comunità sociale per cui è chiamato ad operare.
Si è voluto al contempo documentare, seppur con un unico scatto, la vita attuale dei vecchi inquilini, dare testimonianza del fatto che “l’esperimento è riuscito”, che queste persone, seppur ormai avanti negli anni, continuano a vivere una vita sociale piena, fuori dall’istituzione totale, in piccole comunità dove la dimensione relazionale è quanto più possibile simile a quella domestica e famigliare.

Il volume si articola in due parti:
La prima documenta il periodo successivo all’uscita dall’Ospedale Psichiatrico “Roncati” attraverso le fotografie di Orlando Strati del 1990, suddivise in temi rappresentativi di alcuni contesti e momenti di vita particolarmente significativi: l’uscita, la casa, la tavola, le faccende domestiche, il tempo libero, la cura della persona, il quartiere, Casa dei Boschini, il parco, la piscina, l’orto.

La seconda parte, con fotografie realizzate da Gilberto Veronesi, documenta invece la situazione attuale: del servizio con i suoi nuovi ospiti, e degli ospiti di allora nei servizi che li ospitano oggi. Emerge così evidente la rete dei servizi che è oggi attiva per le persone disabili, e della quale fanno parte i gruppi appartamento gestiti da Solidarietà familiare e da Casa Santa Chiara, la residenza socio riabilitativa “Casa Rodari” e la casa protetta per anziani “Sandro Pertini” gestite da CADIAI.

Il catalogo è pubblicato nella collana Esperienze ed immagini cooperative del Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l'Economia Sociale.

 

Lorenza Maluccelli
Lavori di Cura
Cooperazione sociale e servizi alla persona. L'esperienza di Cadiai.

Società Editrice Il Mulino, Bologna, 2007

Non è difficile vedere nella storia della CADIAI quella che è considerata l'azione sociale femminile per eccellenza: il lavoro della cura.

È la cura, infatti, il filo conduttore di questa indagine che unisce i percorsi e l'azione di chi ha fondato e fatto crescere la cooperativa a quelli delle molte donne (e alcuni uomini) che vi lavorano.

Operatrici e operatori coinvolti nella ricerca propongono una lettura della propria realtà lavorativa e, insieme, una riflessione sulla natura e le trasformazioni del lavoro di cura, sulle competenze ad esso necessarie, sui modelli professionali e organizzativi adottati nella rete dei servizi sociali.

Il racconto personale dell'esperienza e delle attività quotidiane di chi opera per produrre il benessere delle persone che vivono in circostanze vulnerabili, lascia affiorare pensieri e discorsi sul "prendersi cura", quella pratica incorporata nelle routine lavorative, che costituisce il nucleo, forse meno visibile e culturalmente meno riconosciuto, delle professionalità sociali.

L'ascolto delle narrazioni viene restituito nella forma di un'analisi che cerca di evidenziare le molteplici dimensioni della cura: non solo il suo essere lavoro e fatica, ma anche il valore etico e sociale ad essa associato, che potrebbe ispirare una nuova concezione dei servizi alla persona e delle relazioni sociali che li producono.

Il libro è pubblicato nella collana Storia e studi cooperativi del Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l'Economia Sociale

Lorenza Maluccelli svolge attività di ricerca, formazione e consulenza presso diverse istituzioni pubbliche e private. Insegna Ricerca sociale nell'Università di Ferrara e collabora con il Center of Post-conflict Cultures dell'Università di Nottingham (UK).
I suoi maggiori interessi di studio sono le teorie di genere e le politiche sociali.
Ha curato numerosi progetti di ricerca e pubblicato diversi saggi, tra cui "Da prostitute a domestiche. Storie di mercati sommersi e donne in transizione", in "Stranieri in Italia. Assimilati ed esclusi", a cura di A. Colombo e G. Sciortino (Il Mulino, 2002).

"Lavori di cura" ha ricevuto il premio Gisa Giani 2007/2008, con la seguente motivazione: Il premio viene conferito a Lorenza Maluccelli, per il volume "Lavori di cura. Coooperazione sociale e servizi alla persona. L’esperienza del Cadiai" per aver affrontato il tema del “prendersi cura”, funzione tipica delle donne, oggi riconosciuta come una professione a tutti gli effetti, con estrema originalità metodologica e interpretativa. Il testo, capace di mettere a frutto le fonti utilizzate per restituire la complessità dei problemi affrontati, si pone certamente come punto di riferimento per gli studiosi del settore e per chi affronta l’evolversi di questa professione dal punto di vista storico.

Il premio, in memoria di Gisa Giani, è indetto dall’Istituto per la Cultura e la Storia dell’Impresa “Franco Momigliano” (ICSIM) di Terni, con il patrocinio dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea (ISUC); è rivolto alle opere che affrontino in chiave storica le tematiche inerenti al lavoro femminile nella sua accezione più ampia.

 

A cura di Vittorio Capecchi e Doriana Ballotti
Valori e competizione
Storie di responsabilità sociale nella cooperazione bolognese
Società Editrice Il Mulino, Bologna, 2007

Si può parlare di «storia della responsabilità sociale», visti i recenti percorsi delle politiche imprenditoriali italiane? Certo, allo stato attuale degli studi il filo rosso che unisce talune esperienze e le fa diventare storia non è ancora del tutto dipanato: ma nella cooperazione bolognese vi sono imprese che hanno sviluppato e attuato politiche strategiche fondate su convinzioni etiche profondamente radicate.

Questo volume ne ripercorre il cammino, dimostrando come la volontà di creare e mantenere nel tempo un rapporto coeso tra soci, impresa cooperativa e territorio possa rendere un'impresa fortemente competitiva, pur nel rispetto dei fondamenti etici che costituiscono il cuore antico della cooperazione.

Le storie qui raccolte mostrano che esiste una civiltà della socialità sulla quale è possibile costruire un'etica imprenditoriale, a patto di avere ben chiaro che si tratta «solo» di un punto di partenza.

Per realizzare questa ricerca,  sono state individuate le otto cooperative bolognesi che da più tempo redigono il Bilancio Sociale: oltre a CADIAI, Coop Adriatica, Agriverde, Camst, Coop Costruzioni, Granarolo, Manutencoop, Coop Murri.

Il libro è pubblicato nella collana Storia e studi cooperativi del Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l'Economia Sociale

Vittorio Capecchi insegna Sociologia del lavoro e Sociologia economica all'Università di Bologna, dove dirige anche il Master «Tecnologie per la qualità della vita». Tra le sue pubblicazioni «La responsabilità sociale dell'Impresa» (Caracci. 2005).

Doriana Ballotti, da sempre impegnata nella cooperazione, è responsabile dell’area welfare e cooperative sociali di Legacoop Bologna.
Ha pubblicato il saggio «Verso un bilancio sociale territoriale», in M. Molteni, S. Bertolini e M. Pedrini, «II mestiere di CSR Manager. Politiche di responsabilità sociale nelle imprese italiane» (II Sole 24 Ore, 2007).

 

A cura di Valerio Romitelli
Etnografia del pensiero
Ipotesi e ricerche

Carocci Editore, Roma, 2005

Che parole e pensiero di popolazioni governate possano costituire una questione di grande interesse scientifico; che a tal scopo la ricerca sociale possa abbandonare ogni metalinguaggio da esperti: queste due delle ipotesi avanzate dall’etnografia del pensiero proposta nei contributi del presente volume e che si ispira all’”antropologia delle singolarità soggettive” già sperimentata in Francia.
Operarie/i di quattro fabbriche, lavoratrici/ori straniere/i in cerca di documenti, ragazze/i frequentanti i corsi del Nuovo obbligo scolastico (scuola/lavoro), operatrici/ori di una cooperativa sociale e volontarie/i di un centro per l’uscita dal coma sono le realtà sociali dell’Emilia-Romagna nelle quali si è sperimentato con indagini sul campo l’approccio che qui viene presentato.
Oltre che a rapporti d’inchiesta il libro offre anche delle risposte ad alcune fra le maggiori questioni teoriche postesi alle scienze sociali nel corso della loro storia.

Nel volume è pubblicata, la ricerca che Anna Laura Diaco, Erika Peruzzi e Sebastiano Miele del GREP (Gruppo di Ricerca di Etnografia del Pensiero) dell’Università di Bologna, hanno condotto nel 2004 in CADIAI, coinvolgendo 74 operatori dei Settori Socio Assistenziale e Servizi ai Disabili, con l’obiettivo di indagare come essi stessi percepivano e descrivevano il proprio lavoro.

Il libro è pubblicato nei Quaderni del Dipartimento di Discipline Storiche dell'Università di Bologna.

Valerio Romitelli insegna Metodologia delle scienze sociali e Storia dei movimenti e dei partiti politici all’Università di Bologna.
Dirige il Gruppo di ricerca di etnografia del pensiero (Grep), che svolge da anni ricerche in luoghi cruciali della realtà sociale come fabbriche, aziende, scuole, corsi di formazione e servizi sociali.
Tra i suoi libri: “Storie di politica e di potere" (Cronopio 2004), “Fuori dalla società della conoscenza. Ricerche di etnografia del pensiero" (Infinito edizioni, 2009).