Giulia Casarini confermata alla Presidenza della Cooperativa Sociale CADIAI

L’Assemblea dei soci ha anche approvato il Bilancio Consuntivo 2025 con un +5,8% di fatturato

Secondo mandato per Giulia Casarini alla Presidenza della Cooperativa sociale CADIAI di Bologna. L’elezione è avvenuta nel corso dell’Assemblea dei soci che si è svolta il 28 maggio allo Spazio Battirame.

È stato, inoltre, eletto il Consiglio di Amministrazione per il prossimo triennio di mandato che sarà formato da tredici membri in rappresentanza delle diverse Aree e due Consiglieri Indipendenti, Riccardo Bodini e Carlo Francesco Salmaso che sono figure dotate di alto profilo professionale, manageriale e reputazionale proposte dal Consiglio di Amministrazione uscente.

Oltre alla Presidente, faranno parte del CdA CADIAI: Alice Casadio, Loredana Cava, Concetta Pisciotta, Alex Agni, Agnese Baldazzi, Monica Rami, Silvia Savino, Raffaele Montanarella, Caterina Olivito, Arlene Dalolio, Riccardo Alberghini, Annalisa Bellizzi.

L’Assemblea è stata anche l’occasione per presentare il Bilancio Sociale Consuntivo 2025 che conferma il trend positivo della Cooperativa, con tutti i principali indicatori in crescita.

Nel 2025 il fatturato ha raggiunto i 67,7 milioni di euro, in aumento rispetto ai 64 milioni del 2024, registrando un +5,8%. Il risultato netto si attesta a 264mila euro.

Sul fronte occupazionale CADIAI conferma numeri in crescita. Nel 2025 la Cooperativa registra complessivamente 1.962 persone occupate, rispetto alle 1926 del 2024 con un incremento di circa l’1,9%. I dipendenti sono 1.828, di cui 1.632 a tempo indeterminato. Le donne rappresentano oltre l’85,8% della base occupazionale.

Nel 2025 CADIAI ha seguito complessivamente 42.478 persone, in aumento rispetto alle 38.272 del 2024. Di queste, oltre 20.700 utenti sono stati seguiti nelle aree della non autosufficienza, delle politiche sociali e comunicazione e dell’area educativa, mentre 21.740 persone hanno usufruito dei servizi di prevenzione e sicurezza sul lavoro.

Importanti anche gli investimenti sulla formazione e sulla qualità del lavoro: nel corso del 2025 sono state erogate oltre 27 mila ore di formazione. Cresce inoltre del 3,4% il numero delle socie e dei soci, che raggiungono quota 1.075.

Diversi, inoltre, i progetti di innovazione sociale e internazionale portati avanti nel 2025. Tra le principali iniziative il “Manifesto di servizi e progetti per la Silver Age”, progetti di welfare di comunità per le persone anziane oltre a sperimentazioni per l’infanzia. A livello internazionale progetti focalizzati su formazione professionale, supporto ai caregiver, educazione all’infanzia e inclusione sociale.

CADIAI conferma infine il proprio impegno sui temi delle pari opportunità, del welfare e della conciliazione vita-lavoro. Dopo la certificazione di parità di genere ottenuta nel 2023, l’adesione al Manifesto per la comunicazione non ostile, il protocollo per la “Carriera Alias”, la Cooperativa ha proseguito nel rafforzamento delle politiche dedicate al linguaggio inclusivo, alla prevenzione della violenza di genere e alla conciliazione vita-lavoro. Ultima novità in ordine di tempo, l’introduzione, dal 1° aprile, di misure definite condizioni di miglior favore, rivolte a tutte le persone che lavorano in CADIAI. Tra queste, il riconoscimento di un permesso retribuito in particolari situazioni “di cura e vicinanza” che non rientrano nelle tutele tradizionali, ma che fanno parte della vita reale delle persone e l’introduzione di giornate parzialmente retribuite di tipo conciliativo.

I numeri del Bilancio Sociale 2025 raccontano una cooperativa solida – dichiara Giulia Casarini -. Crescono i servizi, aumentano le persone raggiunte, si rafforza la capacità occupazionale e continua il tentativo di risposta ai bisogni emergenti delle comunità. In uno scenario complesso per il welfare e per il lavoro sociale, crediamo sia fondamentale continuare a investire sia nella qualità delle risposte offerte sia nelle condizioni di lavoro delle persone che ogni giorno operano nei servizi. Siamo infatti convinti che sia necessario affrontare la crisi del lavoro sociale non soltanto attraverso il riconoscimento economico, ma anche valorizzando competenze, professionalità e dimensione umana di chi svolge un lavoro così prezioso”.