Cammini Educativi: quando la giustizia minorile incontra la pedagogia

Il 17 aprile a Bologna un seminario per riflettere sulle politiche punitive e propone un modello educativo centrato sulla crescita, la responsabilità e l’inclusione

Venerdì 17 aprile 2026, a partire dalle ore 14.00, presso l’Aula E Belmeloro di Bologna, si terrà il seminario “Dei diritti e delle pene. Riflessioni intorno al progetto Cammini Educativi tra giustizia minorile, messa alla prova e pedagogia”, un momento di confronto e approfondimento su un tema oggi più che mai centrale: il rapporto tra giustizia minorile ed educazione.

L’iniziativa nasce a seguito della pubblicazione delle osservazioni dell’associazione Antigone e del CILD sul decreto sicurezza (DL n. 23 del 24 febbraio 2026) e dell’VIII Rapporto sulla giustizia minorile. In tali documenti si evidenzia come le recenti disposizioni normative tendano a considerare l’adolescente prevalentemente come un problema di ordine pubblico, rischiando di mettere in secondo piano decenni di elaborazioni pedagogiche, innovazioni giuridiche e pratiche sociali orientate alla dimensione educativa.

In questo contesto si inserisce il progetto sperimentale “Cammini Educativi”, realizzato da Cadiai in collaborazione con l’Università di Bologna, Sportfund e l’Ufficio dei Servizi Sociali per i Minorenni del Dipartimento di Giustizia. Il progetto rappresenta un’esperienza concreta e significativa di intervento educativo, che si pone in controtendenza rispetto a logiche esclusivamente punitive, restrittive e sanzionatorie.

Il Cammino Educativo si configura come un vero e proprio spazio di apprendimento e trasformazione. Attraverso l’esperienza del cammino, le persone partecipanti sono chiamate a confrontarsi con situazioni nuove, a uscire da contesti abituali e a mettere in discussione immagini di sé spesso cristallizzate da vissuti complessi. In questo percorso, diventa possibile sperimentare nuove capacità, ridefinire il proprio ruolo e aprirsi a prospettive diverse.

Fondamentale è anche la dimensione relazionale: il confronto con le altre persone favorisce lo sviluppo dell’ascolto, la gestione dei conflitti, la costruzione di fiducia reciproca e la nascita di forme spontanee di cooperazione. Si tratta di competenze essenziali, soprattutto per quelle persone giovani che hanno attraversato esperienze di devianza o fragilità.

Per questi ragazzi e ragazze, il cammino può diventare uno spazio privilegiato in cui rinegoziare il proprio posto nella comunità, riconoscere le proprie responsabilità e immaginare nuove modalità di partecipazione sociale, non più fondate sull’opposizione o sulla marginalità, ma sull’inclusione e sulla consapevolezza.

Il seminario vedrà la partecipazione di figure esperte e professioniste del settore, del mondo accademico, istituzionale e del terzo settore, e sarà coordinato da Alessandro Tolomelli.

L’incontro si propone come un’occasione preziosa per riflettere su modelli alternativi di intervento nella giustizia minorile e per riaffermare il valore dell’educazione come strumento fondamentale di prevenzione, responsabilizzazione e cambiamento.