Riprendere il cammino, ripensare il lavoro educativo
Come può il cammino diventare una risorsa educativa nelle situazioni di fragilità giovanile? Dall’esperienza di Cadiai nasce una ricerca con l’Università di Bologna, finanziata da AlmaVicoo: un percorso che mette in relazione pratiche, sapere pedagogico e nuove possibilità di intervento.

Come rispondere alle fragilità dell’adolescenza quando anche i modelli educativi tradizionali faticano a intercettarne la complessità? Ansia, ritiro sociale e devianza pongono nuove sfide a chi opera nei servizi educativi e sociali e alle istituzioni chiamate a progettare interventi capaci di accompagnare le nuove generazioni.
Per affrontare queste sfide è necessario sperimentare anche nuovi approcci, con il supporto della ricerca scientifica, e trasformarli in conoscenze e strumenti condivisibili.
Dall’esperienza educativa alla ricerca
È in questa prospettiva che si sviluppa il percorso dei Cammini Educativi, al centro del convegno “Riprendere il cammino. Disagio giovanile tra esperienze, ricerca e innovazione”, in programma mercoledì 18 novembre a Bologna. Un percorso che prende avvio dall’esperienza di Cadiai nell’educazione all’aperto e nel lavoro con persone giovani coinvolte in percorsi di messa alla prova e/o in situazione di disagio, per approfondire il valore del cammino come occasione di trasformazione personale e relazionale.
Attraverso la ricerca curata dal professor Alessandro Tolomelli del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G. M. Bertin” dell’Università di Bologna e finanziata da AlmaVicoo, questa esperienza viene approfondita e sistematizzata nella cornice metodologica della Pedagogia dell’Attraversamento. Il cammino, affiancato alla pratica del Nordic Walking vengono esplorati nella loro dimensione educativa, per comprenderne il contributo ai processi cognitivi, emotivi e relazionali e le possibilità di impiego negli interventi rivolti ad adolescenti.
Il valore del progetto sta anche nel metodo: l’esperienza dei servizi diventa punto di partenza per la ricerca, mentre il confronto con l’università contribuisce a interrogare le pratiche, consolidarne i riferimenti metodologici e aprire nuove prospettive di applicazione. Un processo che riconosce alla cooperazione sociale un ruolo attivo nella produzione di sapere pedagogico e nell’innovazione degli interventi educativi.
Leggere le trasformazioni dell’adolescenza
Come leggere le trasformazioni dell’adolescenza e ripensare le risposte educative e istituzionali? A questa domanda contribuiranno, nel corso del convegno, Alfio Maggiolini, psicoterapeuta della Fondazione Minotauro, che approfondirà le fragilità e le nuove forme del disagio adolescenziale, e Giulia Fabini, responsabile per l’Emilia-Romagna dell’associazione Antigone, che porterà l’attenzione sulle criticità del sistema penale minorile e sulle prospettive educative oltre la sanzione.
Due contributi che metteranno in relazione la lettura psicologica e sociale delle trasformazioni adolescenziali con le questioni poste dalla giustizia minorile, ampliando il confronto sulle risposte possibili.
Accanto a questi approfondimenti, il professor Tolomelli presenterà i riferimenti metodologici e la ricerca-azione sui Cammini Educativi, mentre Germana Grandi, coordinatrice del progetto per Cadiai e specializzata in pedagogia giuridica, porterà le esperienze e le pratiche del lavoro quotidiano nella relazione con adolescenti in situazioni di fragilità.
Una rete per dare continuità agli interventi
L’iniziativa intende inoltre promuovere il confronto tra cooperazione sociale, università e istituzioni, aprendo una riflessione sulla costruzione di una rete stabile, capace di superare la frammentazione degli interventi e valorizzare la professionalità educativa.
Affrontare la complessità del disagio giovanile richiede competenze qualificate, continuità e collaborazione: condizioni essenziali per costruire risposte condivise e percorsi che restituiscano a ragazze e ragazzi nuove possibilità di crescita.
Il convegno
“Riprendere il cammino. Disagio giovanile tra esperienze, ricerca e innovazione” si terrà mercoledì 18 novembre 2026, nell’Aula Magna di Anatomia Comparata, in via Selmi 3 a Bologna.
La registrazione delle persone partecipanti inizierà alle 14.30, con apertura dei lavori alle 15.00.
La partecipazione è libera e gratuita, previa iscrizione entro venerdì 13 novembre 2026.