Abitare i margini: non sono le persone a restare indietro, sono i sistemi a produrre marginalità
Cadiai, con il servizio Spazio Donna, tra i partner della ricerca-azione di WeWorld che propone un cambio di prospettiva sulle disuguaglianze
Cadiai ha partecipato, con il servizio Spazio Donna, alla ricerca-azione “Abitare i margini” promossa da WeWorld, uno studio che mette al centro le esperienze di chi vive quotidianamente situazioni di marginalità per comprenderne le cause profonde e individuare possibili trasformazioni.
Il punto di partenza è chiaro: non sono le persone a restare ai margini, ma i sistemi sociali, economici e politici a produrre marginalità. La ricerca invita a superare una lettura individualizzante delle disuguaglianze per riconoscerne la natura strutturale.
Realizzata in sette città italiane – tra cui Milano e Bologna – l’indagine ha coinvolto oltre 330 persone tra operatori e operatrici, reti territoriali, istituzioni e soprattutto donne, giovani, bambini e bambine che vivono nei territori osservati. Anche attraverso l’esperienza di Spazio Donna, è stato possibile raccogliere e mettere in relazione bisogni, ostacoli e strategie quotidiane legate all’accesso ai servizi, alla casa, al lavoro e alla partecipazione sociale.
Dalla ricerca emerge come le disuguaglianze non siano fenomeni isolati ma il risultato dell’intreccio di più fattori. WeWorld individua quattro “sfere della marginalità” che contribuiscono a costruirle:
–identità, legata a genere, origine ed età
–classe, intesa come condizione economica e accesso alle risorse
–spazio, ovvero il contesto territoriale e i servizi disponibili
–sapere, cioè la possibilità di essere ascoltate e partecipare ai processi decisionali.
In questo quadro, il lavoro portato avanti da Spazio Donna conferma quanto le disuguaglianze colpiscano in modo particolare le donne, spesso esposte a precarietà economica, carichi di cura non retribuiti e minori opportunità di autonomia.
Un altro elemento centrale riguarda la distanza tra diritti formali e diritti effettivi: l’accesso alla casa, al lavoro, all’istruzione e ai servizi resta spesso ostacolato da barriere economiche, burocratiche e territoriali.
La ricerca non si limita però all’analisi, ma propone una direzione chiara: non “includere i margini”, ma trasformare il centro, intervenendo sui meccanismi che generano esclusione.
In questo senso, il concetto di “smarginare” diventa una chiave di lettura e di azione: creare condizioni in cui i diritti siano realmente accessibili, redistribuendo risorse, opportunità e possibilità di partecipazione.
Per Cadiai, partecipare a questo percorso ha significato contribuire a una riflessione collettiva che parte dai territori e dalle relazioni, rafforzando l’impegno quotidiano nel costruire servizi più accessibili, inclusivi e capaci di rispondere ai bisogni reali delle persone.
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