05-03-2021 Anziani | Disabili

Il supporto del Comune di Bologna ai caregivers familiari
E’ partito a Bologna, grazie ad un progetto del Comune, un’importante iniziativa di sostegno ai caregivers familiari. Si tratta di interventi finanziati dal Comune a supporto di quanti si dedicano quotidianamente a familiari o a persone care in condizioni di non autosufficienza. 
Al progetto partecipa anche la Cooperativa sociale Cadiai attraverso il Consorzio Aldebaran.
 
“Il progetto del Comune di Bologna – afferma Franca Guglielmetti – è di particolare importanza perché affronta una questione cruciale, ossia il supporto al caregiver familiare che troppo spesso vive la propria condizione in solitudine. Persone che affrontano difficoltà oggettive e che devono organizzare la propria vita in funzione del proprio caro da accudire, finendo, talvolta, per sacrificarla. Nella maggior parte dei casi sono donne che tra mille difficoltà devono o cercano di conciliare l’assistenza alla persona cara, con il proprio lavoro, arrivando in alcuni casi a doverlo lasciare”. 
 
Le attività di supporto sono articolate in due tipologie di intervento:
 
Lo sportello telefonico che ha lo scopo di informare e orientare il caregiver sull’accesso ai servizi e alle diverse opportunità messe a disposizione e di dare consulenze su pratiche burocratiche, compresa la compilazione del Modulo di autodichiarazione del caregiver familiare.
 
Gli interventi a supporto del caregiver, affidati al Consorzio Aldebaran, prevedono diverse tipologie di prestazione: 
- cura alla persona con attività assistenziale di supporto al familiare segnalato dal caregiver (supporto assistenziale, cura ambiente domestico, ecc), svolta da personale OSS;
- supporto educativo con attività per il familiare segnalato dal Caregiver, svolta da educatori;
- consulenza relazionale di supporto relazionale/emotivo individualizzato condotta da uno psicologo su temi correlati alla gestione della fragilità familiare. Attività che entrerà anche nella rilevazione dello stress del caregiver, in applicazione degli strumenti definiti dalla Regione Emilia-Romagna;
- consulenza su movimentazione e adattamento all’ambiente domestico con l’aiuto di un fisioterapista.