18-09-2020 Cooperazione | Cultura

2 Agosto 1980 - Non li conosco ma so chi sono quei nomi scritti sul muro. Tutti in questa città lo sanno

“2 Agosto 1980 - Non li conosco ma so chi sono quei nomi scritti sul muro. Tutti in questa città lo sanno”. Un dialogo sulla scelta di esserci, un libro e un documentario tra memoria e presente della città di Bologna. Un evento organizzato dalla Cooperativa Cadiai e dalla Cooperativa Bacchilega per ricordare il 40° Anniversario della Strage alla Stazione di Bologna. Presso la Sala Pensare Bologna della Festa de l’Unità al Parco Nord, alle ore 19 di sabato 19 settembre.

 

Il presidente della Coop. Bacchilega, Paolo Bernardi, coordinerà gli interventi di Franca Guglielmetti, presidente Cadiai, e Paolo Lambertini, vicepresidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna.   

 

Sarà proiettato il documentario «Davanti a quel muro - La rabbia e la scelta», prodotto dalla Cooperativa Bacchilega in collaborazione con l’Associazione tra i Famigliari delle Vittime, con il patrocinio del Comune di Bologna; realizzato da Lara Alpi, Francesca Gianstefani e Michela Sartori. E verrà presentato il libro «Davanti a quel muro» scritto da Maria Beatrice Masella e illustrato da Claudia Conti (ed. Bacchilega Junior), un romanzo per raccontare la strage ai ragazzi.

 

“Il 2 agosto 1980 è una data indelebile, scolpita nella memoria di ognuno di noi – sottolinea Franca Guglielmetti –. Come Cadiai non manchiamo mai di commemorarla, e anche in quest’anno particolare abbiamo voluto partecipare raccogliendo il ricordo di quei giorni sulla nostra pagina Facebook. Esserci per una città non significa solo svolgere il nostro lavoro, si sceglie anche come essere presenti attraverso la partecipazione. Da tale convinzione nascono occasioni come questa che, oltre ad essere importanti, sono coerenti con le scelte e con la presenza di Cadiai per la nostra città”.

 

La bomba fatta esplodere dai neofascisti dei Nar nella sala d’aspetto provocò 85 vittime e oltre 200 feriti. Bologna ha saputo costruire su questo dramma una pagina di civiltà e democrazia tanto da venire insignita della Medaglia d’oro al valor civile. Poi c’è l’impegno dell’Associazione dei familiari per ottenere verità e giustizia. L’esigenza di trasmetterne la memoria, per capire e partecipare.